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Piano d'azione 2013
Instabilità euromediterranee

Sia l’Europa che il bacino mediterraneo sono attraversati da forti spinte di cambiamento. La crisi economica continua con effetti destabilizzanti sugli equilibri sociali e sulle performance di crescita. L’Unione europea è impegnata ad avviare al suo interno radicali riforme, mentre il Regno Unito accelera il suo distacco dall’Europa dell’euro. Gli altri paesi, attraversati da ondate di freddezza delle loro opinioni pubbliche verso l’Europa, praticano nondimeno e con fatica la ricetta del ‘’più Europa’’ avviando  iniziative di più forte integrazione.

L’attenzione forte sugli affari interni faciliterà il perdurare della sostanziale disattenzione dell’Europa verso il suo fronte Sud. Ciò è tanto più pericoloso in quanto l’area mediterranea è in piena ebollizione. Le speranze della primavera araba del 2011 sono sostituite da ombre crescenti. Ai conflitti di sempre, quale quello israelo-palestinese, si aggiungono i conflitti interni a vari paesi. Il disimpegnarsi degli Stati Uniti dalla regione si combina con il tentativo della Turchia di emanciparsi dall’Europa. Lo sfarinamento dei vecchi assetti mediterranei potrebbe accelerarsi nel 2013 con effetti negativi sugli equilibri euro-mediterranei. Se insorgessero, come tutto lascia prevedere, drammatiche instabilità o emergenze, ogni dubbio è lecito sulle capacità dell’Europa di rispondere adeguatamente.

L’Italia, elemento debole dell’Europa, amplifica la disattenzione europea. Geografia, economia oltre che storia sembrano predestinarla ad una funzione di traino dell’insieme europeo verso il Mediterraneo. Il paese, assorbito dalle difficoltà interne, non sembra tuttavia al momento all’altezza delle sfide. Deve fare affidamento sulle solitarie azioni di alcuni imprenditori, sulle iniziative promozionali di talune realtà locali o sull’attenzione più pronunciata di think tank o istituzioni culturali. Le azioni più significative emanano dal Nord del paese, dove sembra maturare una crescente consapevolezza sia delle opportunità offerte dall’area mediterranea che delle responsabilità del paese.

In questo contesto Paralleli intende nel 2013 accrescere la consapevolezza delle responsabilità mediterranee dell’Unione europea. Si propone altresì di rinforzare le relazioni delle società civili tra le due sponde del Mediterraneo. Sarà infine suo compito operare a sostegno della leadership del Nord Ovest italiano.

In continuità con gli obbiettivi perseguiti negli anni passati, Paralleli nel 2013 intende:

- migliorare la comprensione dei grandi mutamenti in atto nei paesi mediterranei. Con iniziative di approfondimento su singoli paesi – Turchia, Balcani innanzi tutto – o sull’insieme della regione. Paralleli contribuirà a chiarire quali forze e in quale direzione muovono le trasformazioni in corso;

- fare crescere la consapevolezza quanto alle opportunità della cooperazione con il Sud del Mediterraneo. Paralleli si impiegherà per illustrare i benefici possibili di un’accresciuta attenzione per il versante mediterraneo. Incoraggerà l’impegno di altre realtà territoriali a questo fine;

- predisporre servizi a favore di operatori potenzialmente interessati all’area mediterranea. Paralleli rafforzerà i sui strumenti di informazione tanto dal punto di vista della loro gamma quanto dei loro contenuti e della loro penetrazione. Promuoverà incontri con esperti e faciliterà i contatti di operatori con interlocutori del bacino mediterraneo;

- promuovere iniziative congiunte con altri soggetti, italiani e non, attivi nelle relazioni euro mediterranee al fine di massimizzare i benefici delle relative azioni e sviluppare reti di cooperazione. Paralleli intende valorizzare inoltre Torino quale polo internazione con forte vocazione euro mediterranea.

Il Presidente
Amb. Giancarlo Chevallard


Piani d'azione precedenti: 2011 | 2010 | 2009 | 2008 | 2007-2006

 

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