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Area: Economia e Società
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26-07-2012
World Investment Report 2012: gli IDE subiscono la crisi economica nel Mediterraneo

La Conferenza delle Nazioni Unite su commercio e sviluppo (UNCTAD) svela i risultati del World Investment Report 2012 dal sottotitolo“Verso una nuova generazione di politiche di investimento”. Il documento evoca a più riprese i paesi mediterranei.

Gli investimenti, a livello mondiale nel 2011, secondo il World Investment Report 2012 non avrebbero molto sofferto della crisi economica. Il rapporto sottolinea il mantenimento di progetti di creazione o di estensione di capacità fisica, a 735 miliardi di euro e l’aumento delle fusioni-acquisizioni (F&A) del 53% nel 2011, a circa 428 miliardi di euro. 

Ma il rapporto anticipa un rallentamento dei flussi di investimento diretto estero nel 2012, scalzati dalla “risorgenza dell’incertezza economica e la possibilità di un rallentamento della crescita nelle maggiori economie emergenti”. Le previsioni considerano la diminuzione nel corso dei primi cinque mesi del 2012 del valore delle fusioni-acquisizioni internazionali e degli annunci di progetti di creazione o estensione delle capacità fisiche.

L’Ue cristallizza le principali conclusioni del rapporto (aumento dei suoi Ide grazie alle F&A) e il rapporto nota che a dispetto della crisi in zona euro, “i flussi di Ide da e verso i quattro paesi più coinvolti dalla crisi– Grecia, Italia, Portogallo e Spagna – sono stati poco coinvolti”.

In Africa del Nord, gli investimenti già si accasciano

In Egitto, gli investimenti diminuiscono a causa dell’instabilità politica. Il rapporto rivela la diminuzione in entrata di investimenti diretti esteri in Africa nel 2011 e questo per il terzo anno consecutivo, a 34.7 miliardi di euro. A causa, secondo il rapporto, degli abbassamenti di Ide in Africa del Nord. Le entrate di investimenti verso l’Egitto e la Libia, da tempo considerati come “le destinazioni maggiori di Ide, sono stati brutalmente frenati dall’instabilità sociale e politica prolungata in questi paesi”. La Tunisia vede ugualmente i suoi flussi di investimento diminuire tra il 2010 e il 2011. Solo il Marocco registra un leggero rialzo dei suoi Ide.

L’UNCTAD chiama i paesi a rinforzare la liberalizzazione e la promozione degli investimenti, preoccupata delle nuove misure politiche o regolamentari “che riguardino l’investimento internazionale”. Poiché, malgrado un abbassamento di tali misure nel 2011 in rapporto al 2010, il rapporto indica che “sarebbe prematuro interpretare questa evoluzione come l’indicazione di una inversione di tendenza osservata nel corso degli ultimi anni, andando verso un ambiente politico e regolamentare più costringente”.

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