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Area: Economia e Società
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04-07-2012
UNDP - Le sfide del mondo arabo

La primavera araba, che ha sconvolto l'assetto politico e sociale di Tunisia, Egitto e Libia e ha condizionato l'intera regione, finora non ha portato un miglioramento delle condizioni di vita delle persone. I cittadini si troveranno a dover affrontare un lungo periodo di instabilità, prima di poter vedere dei cambiamenti nel loro stile di vita. Queste sono alcune delle considerazioni contenute nel 'Rapporto 2011 sulle sfide per lo sviluppo del mondo arabo', realizzato dal Programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite (Undp).

Il secondo "Report sulle Sfide per lo Sviluppo dei Paesi Arabi" del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), pubblicato lo scorso febbraio, si inserisce nel dibattito sui cambiamenti in corso nei paesi MENA e sulle prospettive per il loro sviluppo. Cercando di superare l'approccio meramente quantitativo adottato negli anni precedenti, che si concentrava sulle performance macroeconomiche (positive) dei vari stati e non riusciva a comprendere le profonde divisioni sociali che ne stavano alla base, il nuovo report scava più a fondo nelle dinamiche politiche fondamentali. Povertà, disoccupazione, sicurezza alimentare e climatica, acqua e responsabilità dei governanti sono alcuni dei temi affrontati, di cui si delineano aspetti problematici e si suggeriscono policies adeguate alla loro risoluzione. Aldilà delle risposte specifiche per ogni problema e per ogni singolo paese, il report propone un nuovo modello per gli stati della regione, il "Developmental State", basato su un nuovo tipo di contratto sociale in cui il governo sia maggiormente responsabile di fronte ai cittadini e in cui questi ultimi possano giocare un ruolo più attivo all'interno delle dinamiche politiche ed economiche.


 “È iniziato un lungo processo di trasformazione – spiega Paolo Lembo, direttore del centro regionale dell'Undp al Cairo, che ha curato la redazione del rapporto – per una regione ricca di risorse ma dove il livello di sviluppo è basso”.
 
Il rapporto evidenzia che nei paesi arabi la disoccupazione è calata dal 12% del 1990 al 9,3% del 2010, ma il tasso di persone senza lavoro resta il più alto tra le aree in via di sviluppo. Le più esposte sono le donne: meno del 20% ha un lavoro che non sia legato all'agricoltura. Le cause? Il rapporto delle Nazioni Unite ne individua due: il basso livello di istruzione e la mancanza di incontro tra domanda e offerta di lavoro. La sfida per i nuovi governi del mondo arabo, si legge nel documento, sarebbe quella di creare oltre due milioni di posti entro il 2030, per raggiungere alti livelli di occupazione e per far sì che il 35% delle donne lavori. Inoltre gli esperti sostengono che la politica clientelare diffusa nella regione abbia indebolito le relazioni tra stato e cittadini e che abbia annullato i tentativi di creare equilibri tra le sfere economica e politica. “Occorre ripensare il modo in cui le persone interagiscono con il governo” commenta Lembo.
 
Il documento si conclude con una riflessione su cinque azioni che vengono proposte come possibili strade da percorrere verso lo sviluppo. Le proposte sono: realizzare riforme reali e non di facciata; creare una costituzione forte; combattere la corruzione; garantire la libertà di informazione; riformare i governi locali per aumentare il grado di fiducia tra istituzioni e cittadini. Il rapporto, che è alla sua seconda edizione. Il testo può essere scaricato dal sito internet: http://www.undp.org/.

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