Missione

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La missione generale dell’Istituto, in coerenza con i tre grandi assi del partenariato euro-mediterraneo (politico e di sicurezza, economico, sociale e culturale) e con le esigenze del territorio, è costituita dall’obiettivo di contribuire alla costruzione di uno spazio porno italiano euro-mediterraneo di libertà, sicurezza e sviluppo economico e sociale. Questo mandato rinvia ad azioni e iniziative di coinvolgimento della società civile e di partecipazione sociale, alla promozione del dialogo culturale e religioso e di relazioni economiche orientate alla sostenibilità ed al co-sviluppo. Su questi temi l’istituto opererà a livelli differenti.

Un primo livello sarà quello relativo alla facilitazione di un dialogo politico e di una sensibilizzazione dal basso delle istituzioni locali e regionali. Questo sarà possibile attraverso l’attivazione di un lavoro di networking con altri istituti e enti che si occupano del Mediterraneo e non solo, della sponda nord e della sponda sud. L’istituto sarà un facilitatore per la creazione di reti al fine non solo di garantire una maggiore interazione sul territorio in cui si troverà ad operare ma anche tra i diversi territori.

Un secondo livello sarà quello della ricerca. L’area ricerca analogamente al livello sopra delineato avrà necessariamente una valenza transnazionale ma sempre partendo dai bisogni che si evidenziano nel contesto in cui l’Istituto nasce. Strettamente connesse a questa attività saranno quelle della formazione e dell’informazione.
Un terzo livello sarà, infine, quello delle iniziative. Si tratterà non soltanto di avviare iniziative pubbliche di sensibilizzazione ma anche di promuovere le finalità dell’Istituto attraverso la predisposizione di progetti che coprano gli ambiti prima menzionati e che fungano da collante tra l’Istituto e la società civile, tra l’Istituto e il territorio, tra l’Istituto e la rete.

Attorno alle tre aree di attività (networking, ricerca /formazione, iniziative/progettazione) si svilupperanno l’organizzazione ed i servizi dell’Istituto.

Perché Torino e il Piemonte

Torino e il Piemonte si collocano in una zona geografica strategica a livello europeo e mediterraneo. Anche per questa loro collocazione hanno negli anni sviluppato un forte interesse ad essere parte attiva nel processo di rilancio del dialogo euro-mediterraneo.

In qualche modo, lo spazio vitale di riferimento della nostra regione è sempre stato un mix di montagna a Nord e di mediterraneo a Sud. Ed è il Piemonte la regione che può oggi rappresentare un nodo importante della rete che mette in relazione la grande piattaforma logistico-industriale, costituita dall’area Padana e dalla città di Milano, con l’area mediterranea del sud-ovest e quindi con l’intero bacino ed i paesi del sud. Alcuni sviluppi di rilevanza globale offrono infatti, al Piemonte, nuove opportunità.

L’accelerato sviluppo delle economie asiatiche costituisce ormai il motore più dinamico dell’economia globale. Una parte consistente dei flussi commerciali che ne derivano ormai transitano per il Canale di Suez e, anziché approdare ai porti nordeuropei di Rotterdam e Amburgo, si dirigono verso Nizza, Gioia Tauro e Genova, oppure verso Taranto e Marghera.
Ne deriva che l’Italia nel suo insieme viene a costituire un ponte mediterraneo proteso verso il cuore dell’Europa comunitaria e che l’asse Alessandria-Torino, anche per le caratteristiche di Genova, priva di retroporto, viene a costruire il principale potenziale snodo verso l’area economicamente più forte d’Europa.

Si inserisce in quest’ambito la presenza e lo sviluppo di un capitale diffuso di costruttori di fiducia”. Per quanto grande e positivo possa essere il contributo istituzionale e politico, il dialogo tra le culture, i valori, le identità e le stesse istituzioni ha fondamenta solide soltanto se basate sulla partecipazione e l’impegno delle persone e delle loro organizzazioni.

Il tessuto sociale torinese e piemontese offre una straordinaria varietà di organizzazioni culturali, sociali e produttive capaci di essere protagonisti importanti del processo di costruzione del futuro, sulla base della sedimentazione delle esperienze e delle innovazioni che qui si sono vissute e prodotte nei secoli di uno sviluppo contraddittorio ma continuo, ricco di memoria ma da sempre contaminato dagli apporti più diversi e dalle innovazioni più coraggiose.

Biografia Nato a Palermo il 1 aprile 1954. Dirigente d’azienda, per undici anni, presso l’IRFIS – Istituto Regionale per il Finanziamento delle Industrie in Sicilia. Dirigente di Publitalia ‘80 dal 1984. Direttore della sede di Palermo e in seguito Direttore della sede di Brescia. Dal 1989 alla sede di Milano.

Nel 1993 è promotore della nascita di Forza Italia in Sicilia. Nel 1994 è chiamato dal Presidente Silvio Berlusconi a ricoprire il ruolo di Coordinatore Regionale. Nel 2004 gli viene conferito l’incarico di Vice coordinatore Nazionale. Sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti e della Navigazione nel 1994 – primo governo Berlusconi.

Nel 1995 è componente della 9^ Commissione permanente – Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati. Nel 1996 è componente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari. Nel 1998 è componente della V Commissione permanente – Bilancio della Camera dei Deputati.

Nel 2001 è componente della XIV Commissione permanente – Politiche dell’Unione Europea. Nel 2001 è Viceministro dell’Economia e delle Finanze con delega allo Sviluppo Economico del Mezzogiorno, alle attività delle Società a partecipazione pubblica che operano a sostegno dello sviluppo economico del Mezzogiorno ed ai rapporti con l’Unione Europea e con le Regioni, per le materie relative – secondo governo Berlusconi.

Nel 2005 è Ministro per lo Sviluppo e la Coesione territoriale – secondo governo Berlusconi. Dal giugno del 2006 è Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.

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