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Diario dall'Egitto
14-03-2012 14 marzo 2012 - nel dubbio basta chiedere ai militari (news n. 284)

Dopo il Parlamento, già diventato bersaglio di mille prese in giro, anche le candidature alle presidenziali promettono copiose risate... a cura di Elisa Ferrero.

Cari amici e amiche,

i candidati, dopo cinque giorni, hanno raggiunto il numero di 550, quantità che molto verosimilmente aumenterà ancora. Tra questi candidati c'è un po' di tutto, persino un tizio che dice di essere il figlio di re Farouq (ad aprile un tribunale sentenzierà sulla veridicità della sua parentela con il defunto monarca). Il suo programma: restaurare la monarchia in Egitto. Un altro candidato, invece, ha fatto pochissima strada. Proprio oggi, è stato arrestato per possesso di marijuana mentre ritirava le carte necessarie alla candidatura. Per non parlare di quell'altro che si è presentato in motocicletta...

Tornando alle cose serie, comunque, tutti questi aspiranti alla Presidenza lasciano il tempo che trovano, perché per candidarsi davvero bisogna guadagnarsi in primo luogo il sostegno di 30 parlamentari, oppure di 30.000 cittadini provenienti da 15 governatorati diversi (e minimo 1000 in ogni governatorato) o appartenere a un partito rappresentato in Parlamento. La lista, quindi, si accorcerà drasticamente.

La corsa alla Presidenza - quella vera - inizia a entrare nel vivo, con coltellate reciproche tra candidati. Abdel Moneim Aboul Fotouh, per esempio, oggi ha messo in guardia da figure del vecchio regime (delle quali non ha fatto il nome) che starebbero complottando per comprare il voto degli elettori con l'aiuto di fondi stranieri, provenienti sia dall'Est sia dall'Ovest.

E a proposito di finanziamenti stranieri, i salafiti dell'organizzazione Ansar al-Sunna sono nei guai: il giudice ha infatti deciso di rinviarli a processo per aver incassato, da ONG del Qatar e del Kuwait, 296 milioni di sterline egiziane, il cui impiego non hanno saputo giustificare. Restauro di moschee e opere di bene, hanno detto. Ma 296 milioni sono un po' troppi... La campagna elettorale forse?

Una notizia importante di oggi, sempre relativa alle prossime elezioni, è la decisione della Commissione Elettorale di far votare all'estero anche gli egiziani emigrati di seconda generazione. E' la prima volta che succede. Sul fronte processi, invece, il magnate dell'acciaio Ahmed Ezz e l'ex ministro dell'edilizia Ahmed al-Maghrabi, entrambi in carcere per corruzione, hanno chiesto la riconciliazione in cambio della restituzione del maltolto. Vedremo quale sarà la decisione dei magistrati.

Per quanto riguarda la politica, la tensione tra Parlamento e governo si è allentata, grazie all'intervento del Consiglio Militare che ha risolto la questione: il Parlamento non può togliere la fiducia al governo, perché questo possono farlo solo i generali, e i generali confermano la fiducia a Ganzouri. Fine della discussione. Ennesima dimostrazione che il Parlamento può esprimersi finché vuole, ma poi è l'esercito che prende le decisioni.

Un caro saluto,

Elisa Ferrero

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