Parte la campagna nazionale contro le mutilazioni genitali femminili realizzata nell'ambito del Progetto Aurora, finanziato dal Dipartimento per le Pari opportunità, e coordinato dall'associazione Alma Terra. Tra i partner del progetto Paralleli - Istituto Euromediterraneo del Nord Ovest.

E’ partita il 4 febbraio a Roma, presso
Secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità, sarebbero tra i 100 e i 130 milioni le ragazze e donne nel mondo che hanno subito mutilazioni genitali. Ogni anno, si calcola che circa altri due milioni di ragazze subiranno una qualche forma di mutilazione dei genitali (i quattro tipi di mutilazioni secondo l’Oms).
La pratica è diffusa anche in Italia tra le comunità immigrate dai paesi in cui si praticano le MGF. Ma il fenomeno della mutilazione dei genitali femminili è difficile da quantificare perché non esistono per le comunità di immigrati indicazioni sulle varie etnie, necessarie a presumere se la pratica appartiene alla loro tradizione o meno.
La presenza di donne e minori\bambine provenienti dai paesi interessati al fenomeno nelle regioni partner del progetto, secondo i dati istat si puo’ sintetizzare come segue:
Piemonte: 7.165
Emilia Romagna: 12.016
Friuli Venezia Giulia: 2.835
Puglia: 3.238
Il “Progetto Aurora” è volto quindi alla prevenzione e al contrasto di queste pratiche attraverso il coinvolgimento di tutti i componenti delle Comunità interessate con l’obiettivo dichiarato di creare una coscienza collettiva sulla violazione dei diritti umani e sulla discriminazione di genere che esse comportano. La comunicazione fa leva sulla responsabilità di una scelta tanto drammatica quanto irreversibile. Sebbene nell’esercizio della pratica la figura maschile sia formalmente assente, abbiamo indicato nel ruolo dell’uomo il vero responsabile.
L’idea creativa si fonda sul contrasto acceso fra la colonna audio, che evoca tutta la drammaticità del problema, e le immagini che invece ci raccontano la quotidiana serenità di una bambina.
Il problema delle MGF poteva suggerire immagini drammatiche e un linguaggio violento: al contrario, abbiamo scelto di visualizzare la gioia e la voglia di vivere di chi non sarà vittima.
Il Progetto prevede una campagna pubblicitaria informativa e di sensibilizzazione da divulgare sul territorio nazionale mediante l’utilizzo di diversi media: radiocomunicato
E’ stata predisposta inoltre una Brochure in sei lingue rivolta a famiglie delle Comunità interessate a questa pratica, presenti sul territorio italiano o che abbiano un progetto migratorio verso l'Italia e per questo in contatto con le Ambasciate e Consolati Italiani nei paesi d'origine. Si rivolge altresì agli operatori che nel nostro paese vengono in contatto con queste problematiche mediante corsi formazione e aggiornamento.
Infine nelle regioni Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Puglia il progetto prevede anche momenti di Formazione e aggiornamento rivolti a donne e uomini migranti inseriti nelle comunità di provenienza per garantire l’acquisizione di competenze aggiornate sulle MGF.
Intervista video a Sara Hannah, donna egiziana che ha scelto di non praticare le Mgf alle sue quattro figlie.
Intervista a Maryan Ismail, presidente dell'associazione Donne in rete di Milano, sulla conferenza del 14 e 15 dicembre 2008 al Cairo dal titolo "Dichiarazione del Cairo sulle MGF +5"
Nell’ambito del “Progetto Aurora”, ALMATEATRO ha presentato al pubblico il 21 ottobre 2008 lo spettacolo Chi è l’ultima?, debutto nazionale al Teatro Gobetti a Torino.
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