Rinaldo Bontempi, è nato il 2 gennaio 1944 a Porte di Pinerolo, un piccolo comune di meno di mille abitanti all’inizio della strada della val Chisone, verso il Sestriere.
Eletto sindaco a Porte nel 1970, a capo di una lista di sinistra, Assessore della Comunità Montana Val Chisone e Germanasca dal 1973.
Nel 1975, il grande salto al Consiglio regionale. E soltanto un anno dopo, nel 1976, è eletto Presidente del Gruppo consiliare del Pci, alla guida del partito di maggioranza relativa impegnato nella prima amministrazione di sinistra del Piemonte.
Un impegno lungo 14 anni, sempre come Presidente del Gruppo Pci, fino alle elezioni europee del 1989 ed all’elezione al Parlamento di Strasburgo, riconfermato nel 1994, per le liste del Pci, poi Pds.
A Strasburgo, è vicepresidente della Commissione per le libertà pubbliche e gli affari interni e relatore per lo Spazio di libertà, giustizia e sicurezza; membro della Commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro; della Delegazione per le relazioni con l'Organizzazione delle Nazioni Unite; della Commissione giuridica e per i diritti dei cittadini; della Delegazione per le relazioni con l'Australia e la Nuova Zelanda; dell'Assemblea paritetica della convenzione fra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico e l'Unione Europea (Acp-Ue); vice presidente della Delegazione Interparlamentare per i rapporti con il Magreb.
In quegli anni, per assicurare un rapporto stretto e intenso fra la realtà piemontese e il Parlamento europeo, fonda il Centro d’Iniziativa per l’Europa del Piemonte (Cie Piemonte), di cui è in un primo momento Presidente e poi Presidente onorario.
Nel 1999, dopo la conclusione della seconda legislatura europea, l’impegno riprende dal Cie Piemonte, non più struttura di “segretariato politico” del Parlamentare europeo. Il lavoro si sviluppa nel campo dell’elaborazione delle politiche pubbliche, della progettazione europea, della ricerca e animazione culturale su temi di punta.
Insieme alla nuova fase del Cie Piemonte, nascono nuovi interessi. Nel 2000 Bontempi diventa Presidente dell’associazione internazionale Conservatoire des Cuisines Méditerranéennes con sede a Marsiglia. Qualche tempo dopo, fonda a Torino la Conservatoria delle cucine del Mediterraneo del Piemonte e ne diviene Presidente. Diventa membro del Consiglio di Amministrazione dell’Ecas (European Citizen Association) di Bruxelles. E’ esperto presso il Forum Europeenn de la Securité Urbane di Parigi (Fesu).
Sempre nel 2000, è nominato in rappresentanza della Provincia di Torino nel TOROC, il Comitato per l’Organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, e ne diviene Vicepresidente. E’ l’interprete più attento delle complesse relazioni tra l’evento olimpico e i territori montani, sviluppando, con numerose iniziative di studio e incontro, il tema dell’eredità olimpica.
Da un lato, lo sport. Il “Comitato dei valori”, che Bontempi promuove, è alla base della Carta di Intenti approvata dal Comitato Organizzatore di Torino 2006. Primo esempio in ambito Olimpico di un documento sulla responsabilità sociale dello sport, la Carta di Intenti è anche un invito a ripensare il modo con cui si organizzano e gestiscono i grandi eventi sportivi, un contributo significativo alla definizione di nuovi comportamenti, di nuovi modelli e ideali.
Da un altro lato, le montagne. Per mettere a frutto nell’eredità olimpica non soltanto le infrastrutture e le nuove opportunità di sviluppo, ma anche un patrimonio prezioso di cultura, di saperi ed esperienze. Ed ecco, quindi, la nuova idea: Torino, città delle Alpi. Il rapporto città-montagna è l’elemento focale dell’assiduo lavoro dedicato alla costruzione di una nuova Associazione: “Torino, città delle Alpi”, appunto. E dell’impegno profuso per contribuire, in modo originale, al progetto della Regione Piemonte di rilancio del Salone della Montagna di Torino.
Infine, nel luglio 2005, una nuova sfida, che tiene ancora una volta unite l’esperienza regionale e nazionale e la sempre più ricca esperienza internazionale. Bontempi fonda una nuova realtà: l’Istituto Euromediterraneo del Nord Ovest “Paralleli” e ne diviene Presidente.
Una sfida che si dimostra, fin da subito, vincente. Purtroppo, sarà anche la sua ultima sfida.
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